Azienda Montecappone logo

Montecappone è stata fondata alla fine degli anni ‘60 a Jesi. Nel 1997 la società è stata rilevata interamente dalla famiglia Bomprezzi-Mirizzi (già proprietari dell’omonima Enoteca di Roma) che ha iniziato immediatamente il rinnovo e l’ampliamento della cantina e il rinnovo di quasi tutti i vigneti.
Montecappone attualmente ha 34 ettari di vigneti sulle colline di Jesi e dei suoi Castelli e 12 ettari di oliveti.
L’azienda possiede una cantina di vinificazione dotata di tutte le più moderne tecnologie così da
esaltare la grande qualità della materia prima. L’obiettivo di Montecappone è quello di valorizzare
al meglio la qualità dei vitigni tradizionali: Verdicchio per i bianchi, Montepulciano e Sangiovese
per i rossi.
Montecappone è una fattoria gestita direttamente dai proprietari e che produce esclusivamente
vini imbottigliati all’origine: siamo veri produttori di vino perché utilizziamo esclusivamente le nostre uve ottenute con un’attenta selezione in vigna, basse produzioni per ettaro, sperimentazioni sia in vigna che in cantina ed il supporto tecnico da parte di professionisti qualificati che guidano lo staff interno di agronomi (il nostro enologo è il dott. Lorenzo Landi, che collabora con le migliori aziende vinicole italiane).
Montecappone è sinonimo di qualità: costantemente presente sulle pagine delle più importanti
guide dei vini italiani già da alcuni anni. I nostri vini sono degustati dai più importanti enogiornalisti
italiani e stranieri, ricevendo sempre lusinghieri giudizi.

FILOSOFIA PRODUTTIVA

Il produttore, per svolgere bene il proprio lavoro, deve essere al servizio del territorio, cercando di
valorizzarlo in maniera neutrale e dolce, senza interpretazioni originali e stravaganti bizzarrie.
Tuttavia esiste un comune denominatore nella mia attività di produttore di vino che costituisce il
punto d’incontro fondamentale con tutti coloro che collaborano con me a vario titolo (enologi,agronomi, cantinieri). Tale punto è costituito dalla valorizzazione dell’originalità del territorio nel prodotto, che deve essere localizzabile e riconoscibile da parte del consumatore. Su questo non sono possibili deroghe, in quanto la diversificazione dei vini a seconda della loro origine costituisce l’essenza del vino stesso ed il motivo principe dell’esistenza di tanti appassionati in questo settore. Nessun altro prodotto ha questa caratteristica e nessun’altra pianta come la vite ha la capacità di trasferire nel proprio prodotto l’anima del territorio.
Per valorizzare l’originalità del territorio alcune scelte sono obbligate: tra queste l’adozione di
vitigni tardivi (e preferibilmente autoctoni) per la zona nella quale sono coltivati, la raccolta in
condizioni di maturazione ottimale (tendenzialmente anticipate rispetto al comune operare),
l’utilizzo di tecniche enologiche che consentano la massima espressione dell’originalità territoriale.
Alcuni punti meritano una precisazione:
L’adozione di vitigni tardivi è necessaria in quanto quelli precoci, particolarmente nelle zone calde,
maturano con temperature elevate che degradano le sostanze aromatiche caratteristiche delle uve
e determinano la formazione di altri composti, di origine ossidativa, che danno una nota aromatica
omologata in quanto molto simile nei diversi territori e vitigni. Questo è dimostrato anche da
recenti ricerche scientifiche che mostrano come i composti responsabili di questo tipo di aroma
siano esattamente gli stessi indipendentemente dal vitigno di provenienza.
Per quanto riguarda le tecniche da utilizzare, ritengo che la tecnologia non sia buona o cattiva, né
abbia un senso rifuggirne totalmente, ma che sia invece il suo scopo a fare la differenza. Quando
il virtuosismo tecnico consente di valorizzare le caratteristiche delle uve e del territorio (ad es.
limitando l’ossidazione che é un elemento di omologazione), é sicuramente bene accetta mentre
ne evitiamo l’utilizzo quando introduce elementi sensoriali che si sovrappongono alle
caratteristiche delle uve di partenza. In concreto i vini che la Montecappone produce, sono intensi
agli aromi, di buon corpo e soprattutto integri non ossidativi e puliti.

 

vigneti

Vigneti

Le vigne sono tutte a spalliera bassa ma con una estesa parete fogliare che garantisce una buona maturazione del grappolo.

La Montecappone per coniugare la sanità delle uve con il rispetto dell’ambiente opera in base al Reg. CEE 1257/99 – misura F1 – che prevede una diminuzione delle sostanze chimiche di sintesi da apportare al terreno.
Nella salvaguardia dell’ecosistema rientra anche la pratica del reintegro che consente di fornire alla vite ogni anno il giusto equilibrio dei tre elementi nutritivi principali (azoto, fosforo, potassio).

Per quanto riguarda i vitigni a bacca bianca troviamo il Verdicchio ed il Sauvignon Blanc.

Le forme di allevamento sono a guyot e cordone speronato.
I nuovi impianti prevedono una densità di 5500 barbatelle per ettaro.

La produzione di uva bianca per pianta è di circa 1,2-1,3 kg per arrivare quindi a 70 quintali di uva per ettaro, mentre sui vitigni a bacca rossa si scende a 800-900 gr per pianta e 40-50 quintali di uva per ettaro, che assicurano grandi intensità di profumi e di sapori nel bicchiere.

Le principali uve rosse allevate sono il Montepulciano, vitigno nel quale l’azienda crede, tanto da costituire il 70% dei nuovi impianti a bacca rossa, ed il Sangiovese (varietà Sangiovese Grosso), altro vitigno storico che insieme al Montepulciano costituisce la base per la doc del Rosso Piceno.

Tutte le operazioni agronomiche avvengono manualmente, a cominciare dalla potatura corta che viene effettuata lasciando un limitatissimo numero di gemme, alla palizzatura che viene fatta per ben 3 volte con altrettanti passaggi in vigna (una per ogni coppia di fili), alla sfemminellatura, che avviene nel periodo di maggio-giugno con contestuale eliminazione di eventuali ammassi.
Altra azione agronomica importante per le uve rosse è la defoliazione, che consente al grappolo, specie in annate umide, di essere nelle condizioni microclimatiche (ventilazione ed esposizione al sole) ottimali.
Segue poi la fase di invaiatura durante la quale è possibile eseguire, se necessario, un ulteriore leggero diradamento.

I tempi diversi di maturazione delle uve obbliga a catturare il momento migliore per coniugare maturazione tecnica e polifenolica con il giusto grado di acidità.
La raccolta avviene manualmente e per il trasporto delle selezioni vengono utilizzate piccole cassette. L’uva viene poi portata velocemente in cantina dove moderni capitolati di sviluppo enologico l’attendono!

cantina

Cantina

La Montecappone dispone di tutte le più moderne tecnologie che le consentono di operare rispettando il più possibile le uve di partenza.

La capacità della cantina è molto elevata (circa 13.000 hl totali) ma le vasche di fermentazione ed affinamento sono di piccole dimensioni (80-100 e 200 hl l’una) per poter effettuare piccole vinificazioni di uve raccolte via via al giusto grado di maturazione.

La cantina è disposta su tre livelli in modo da sfruttare la gravità limitando così al minimo l’uso delle pompe per la movimentazione di uve e vini.

Molto spesso effettuiamo criomacerazioni pellicolari delle uve a contatto col proprio mosto per 12 ore a 10°C di temperatura.
Terminata la successiva fase della pressatura, si prende solo il mosto fiore (dal 50 al 60% del peso in uva) e si mette a decantare per un giorno ad una temperatura di 10-12°C.
Successivamente si avvia la fermentazione con l’uso di particolari lieviti selezionati che avviene ad una temperatura costante di 16°C.
La fermentazione ha una durata variabile da 2 a 3 settimane; quasi mai sui vini bianchi si fa eseguire la fermentazione malolattica.
Successivamente si trasferisce il vino nelle vasche di affinamento, dove rimane con le proprie fecce nobili tenute opportunamente in sospensione, per 4-5 mesi prima dell’imbottigliamento: questo per i vini bianchi d’annata.
Per i vini bianchi nelle tipologie “Riserva”, l’affinamento sulle fecce è più prolungato: 9 mesi (parte in barriques e parte in cemento) ed altri 6 mesi in bottiglia prima della commercializzazione.
Tutto ciò consente al vino di esprimersi con una quantità e qualità di profumi e sapori unici.

Per quanto riguarda la vinificazione in rosso, dopo la raccolta e l’immediata diraspatura, si procede al riempimento dei vinificatori .
I rimontaggi sono effettuati con lo scopo di estrarre selettivamente colori intensi ma tannini soffici.
A questo scopo le follature avvengono senza l’aiuto di pistoni idraulici o mezzi violenti, ma con lo sprofondamento del cappello di vinaccia che avviene col peso del liquido rimontato.
La fermentazione avviene in 7-10 gg circa a controllo della temperatura che non supera mai i 28°C.

Per le riserve spingiamo il contatto buccia-vino per altri 10-12 gg circa con rimontaggi (uno al dì) ormai di brevissima durata.

La seconda fermentazione (malolattica) avviene spontaneamente subito dopo, riscaldando leggermente il vino.
Poi i vini seguono strade diverse: i vini d’annata sono imbottigliati dopo l’estate e le riserve vengono fatte affinare parte in barriques e parte in cemento per 12 mesi circa.
Si imbottigliano e si fanno affinare ulteriormente le bottiglie in speciali locali termocondizionati (16°C e 70% di umidità tutto l’anno) fino alla definitiva commercializzazione.

Questo per proporre al pubblico un vino molto ricco ma vellutato nel tannino!

oliveto

Oliveti

La coltivazione dell’olivo e la macinazione delle olive nella regione ha origini antichissime. Troviamo menzione dell’olio di oliva a partire dal 1228 quando, alle navi marchigiane che dovevano approdare sul Po, era richiesto un pedaggio consistente in venticinque libbre di olio. Anche i veneziani erano grandi estimatori dell’“olio della Marca”, che rivendevano a un prezzo superiore in virtù dell’aroma e del sapore.

Montecappone produce oli extravergine di oliva fin dagli anni ’60, dai suoi 12 ettari di oliveto.

Da sempre gli olivi disegnano i perimetri dei nostri vigneti con le loro chiome rotondeggianti, favoriti dall’ambiente pedoclimatico marchigiano.

Per il legame che ci unisce al nostro territorio e con la consapevolezza che l’olio extravergine di oliva sia l’alimento più importante della tavola, negli ultimi anni Montecappone ha iniziato ad incrementare la superficie a oliveto scegliendo con cura le varietà autoctone per i nuovi impianti: Ascolana Tenera, Mignola, Coroncina, Nostrale di Rigali, Lea e Piantone di Mogliano.

Le operazioni di potatura vengono eseguite annualmente da mani esperte per mantenere il perfetto equilibrio vegeto-produttivo delle piante.

Grande attenzione viene prestata per la salute dei consumatori e per il rispetto dell’ambiente con moderato uso di antiparassitari a basso impatto ambientale.

La raccolta è effettuata al giusto grado di maturazione al fine di ottenere oli fruttati e con aromi intensi.
Le olive si raccolgono per mezzo di uno scuotitore a vibrazione con ombrello intercettatore, al fine di mantenere il frutto intatto sino al frantoio.
Tutte le sere le olive raccolte vengono portate al frantoio di fiducia, per essere subito macinate con impianti moderni e a temperatura controllata, ottenendo prodotti di bassa acidità e con elevato numero di sostanze aromatiche e antiossidanti (polifenoli).
Lo stoccaggio avviene nel magazzino Montecappone a temperatura controllata.

La nostra azienda produce oli monovarietali (Ascolana Tenera, Leccino, Raggia) e oli frutto (frangitura delle olive insieme ai frutti, come il limone, il basilico ed il chili).

oliveto
vitigno
cantina
cantina
vino imbottigliato
degustazione